Il 28 marzo 2026 c’è stata l’Assemblea dei soci della Associazione IL MANDORLO ODV che è stata chiamata a discutere il bilancio e ad eleggere il nuovo direttivo che rimarrà in carica per il prossimo triennio.
Ogni momento importante della vita di una persona o di un gruppo di persone diventa l’occasione per fare un “esame di coscienza” guardando a quanta strada si è percorsa e poi, voltandosi di 180 gradi, volgere gli occhi al futuro e a quanta strada c’è da ancora da percorrere e quali scelte si è chiamati a fare.
Un buon indicatore per valutare lo stato di una Associazione è “misurare” se l’orizzonte è più vicino oppure se è alla stessa distanza. Se l’orizzonte si avvicina significa che è iniziata quella fase in cui ci si siede sul già noto: “si è sempre fatto così”, “sappiamo come funziona”, “non ce la faremo mai”. Fino al momento in cui queste frasi costruiscono la gabbia dentro cui ci chiudiamo, la cosiddetta “comfort zone”.
Se invece l’orizzonte è alla stessa distanza di quando si è iniziato o, addirittura, ci sembra più lontano allora siamo in buona salute. Abbiamo ancora tanta strada da percorrere e tante cose da imparare. C’è spazio per la fantasia, per la curiosità, per gli errori e per nuovi incontri.
Dove si trova l’orizzonte de IL MANDORLO ODV rispetto a tre anni fa, quando tutto è iniziato? Alcuni obiettivi sono stati raggiunti: non siamo più un piccolo gruppo di scappati di casa che si guardava stranito. Abbiamo partecipato ad alcuni bandi, e li abbiamo anche vinti! Abbiamo ricevuto finanziamenti per fare diverse cose, abbiamo costruito una rete di realtà partner, abbiamo più coscienza di noi stessi, degli errori commessi e di come correggerli. L’orizzonte è più vicino.
Anzi: no! È più lontano. Noi abbiamo fatto dieci passi e lui venti!
Abbiamo raggiunto quello che tre anni fa ci sembrava un possibile traguardo ma questo non si è lasciato catturare, si è spostato con noi e più velocemente di noi. Ora ci aspettano altre sfide, prima tra tutte costruire organizzazione! È importante per poter fare bene il bene. La buona volontà non basta, occorre strutturarsi. E questa sfida è importante perché, guardando ai tre anni trascorsi, abbiamo cercato di dare risposta ad alcune esigenze, e ci siamo riusciti. Ma queste prime risposte hanno fatto nascere altri bisogni: abbiamo incontrato gente che ha espresso bisogni a cui, tre anni fa, neanche pensavamo.
L’orizzonte si è spostato ma ciò che è bello è che all’orizzonte ci sono altre persone, nuovi incontri, nuove storie da scrivere o da scoprire, fogli bianchi che aspettano qualcuno che li dipinga ovvero gente che aspetta solo qualcuno che creda in loro e gli metta in mano una penna o un pennello. E loro ne estrarranno dei capolavori perché ce li hanno dentro. Ogni persona è un capolavoro, basta crederci.
Ringraziamo i “vecchi” membri del direttivo ovvero don Mauro Santoro (presidente), Chiara Carzaniga, don Norberto Brigatti e Anjeza Derjai e ringraziamo i “giovani” membri del direttivo: Anjeza Derjai (presidente), don Norberto Brigatti, Claudia Sanson, Ottavio Pirovano, Aleo Sebastiano e Francesco Grimoldi.
Ai nuovi l’onore e l’onere di mettere le loro competenze e le loro persone al servizio di chi incontreremo!