Ritiro di Pentecoste: Vieni Spirito Santo.
Dal 24 al 26 aprile ci siamo dedicati un momento di riflessione comunitaria presso il Santuario Santa Maria della Fonte di Caravaggio.
Attraverso quattro interventi, abbiamo esplorato come l’azione dello Spirito Santo possa trasformare la nostra vita e le nostre relazioni, partendo da una prospettiva che vede un mondo fragile in cui sembra che tutto stia crollando.
Si è partiti con una prospettiva biblica che ci ha provocato con una domanda quanto mai attuale: “Come rimanere saldi quando tutto sembra crollare?”.
Partendo dai testi biblici, abbiamo compreso che al centro della nostra fede non c’è il peccato, ma il dono della grazia di Dio. Lo Spirito Santo è colui che ci accompagna attraverso i “deserti” della vita e le nostre paure, non per evitarli, ma per attraversarli.
Con Dario Gellera abbiamo riletto la Pentecoste in contrapposizione a Babele: lo Spirito non crea un’omologazione dove tutti sono costretti a essere uguali, ma genera la “convivialità delle differenze”, permettendoci di comprenderci reciprocamente pur mantenendo la nostra identità.
Nel secondo intervento, Claudio Soave ci ha invitato a guardare all’organizzazione della Chiesa non come a una noiosa impalcatura, ma come a un vero e proprio “luogo teologico”. Per curare una Chiesa che a volte assomiglia a “un ospedale in terapia intensiva”, è necessario superare il quietismo del “abbiamo sempre fatto così” e mettersi coraggiosamente in crisi, passando dal clericalismo a una reale corresponsabilità dei laici, attraverso un approccio sinodale, in cui tutti i battezzati sono compagni di viaggio in missione.
Suor Rosy Fusco ci ha poi accompagnato alla scoperta dei sette doni dello Spirito Santo, spesso tenuti come un “pacchetto sigillato, ricevuto al momento del Battesimo, che purtroppo lasciamo intatto senza mai scoprirne il potenziale. Suor Rosy ci ha mostrato la meravigliosa “architettura dello Spirito”, una struttura che parte dai doni relazionali alla base (Timor di Dio, Pietà, Scienza) per innalzarsi verso quelli illuminativi (Consiglio, Intelletto, Sapienza). Al centro esatto, come un pilastro fondamentale, si trova la Fortezza: il motore invisibile che sostiene tutto l’edificio spirituale e ci dona la vittoria sulle nostre paure quotidiane.
Infine, Suor Cristina Lombardi ha chiuso il ritiro riflettendo sul tema “Diversi ma Insieme”, ricordandoci che a ciascuno è data una manifestazione dello Spirito “per il bene comune”. Il cammino della nostra associazione e delle nostre comunità deve svilupparsi costantemente in tre dimensioni: l’Io (dove lo Spirito agisce in noi donandoci autentica umiltà e gratitudine), l’Altro (dove ci mettiamo in ascolto attivo e sospendiamo il giudizio) e il Noi. L’obiettivo finale non è rimanere un “gruppo chiuso” che custodisce con gelosia i propri talenti, ma diventare una “comunità in missione”, orientata all’esterno e capace di farsi casa accogliente per molti.
In sintesi, questo ritiro ci ha lasciato un messaggio di grande speranza: la nostra vocazione, prima di ogni altra cosa, è scoprire di essere profondamente amati da Dio e di essere portatori di un dono unico da mettere a disposizione degli altri.